EMANUELE PARRINI
ANIMAL FARM
EMANUELE PARRINI torna a pubblicare con Felmay un nuovo album a suo nome dopo il significativo “Digging-Reflections on Jazz and Blues ” (fy7064) e i due firmati insieme a Tiziano Tononi : “The Many Moods Of Interactions” (fy7070) e “Other Interactions... On 5th July” (fy7078). E lo fa con un'opera dagli alti contenuti sociali e politici come “Animal Farm” ispirata dal e all'omonimo romanzo di George Orwell.
La formazione con cui PARRINI si presenta è rinnovata e più numerosa rispetto a quello che è stato il suo quartetto storico: Giovanni Maier ed Andrea Melani, contrabbasso e batteria, rimangono una costante dell'universo di Parrini a cui si aggiungono i flauti ed il sax baritono di Piero Bittolo Bon e la chitarra di Domenico Caliri. Uno spettro sonoro più ampio e ricco che va ad impreziosire composizioni caratterizzate da melodie asciutte e cambi frequenti di atmosfera; la musica è spigolosa, scura, a tratti dolente, in cui si alternano parti più strutturate a momenti liberi in assenza di tempo. Sicuramente l'ambito di riferimento è quello del jazz, ma emergono, evidenti, per il materiale tematico e lo sviluppo dei brani, le influenze e le ispirazioni alla tradizione della musica popolare e al blues delle radici.
Come spesso accade nei lavori di EMANUELE PARRINI, la struttura di “Animal Farm” prevede una sorta di suite scomposta dove si alternano brani appositamente scritti per l'album a composizioni di autori a lui vicini, in maniera tale da delinearne i contorni per esprimere e sviluppare al meglio il concetto dell'opera. Abbiamo, quindi, i vari capitoli “Animal Farm” e l'evocativo Song For Romero a cui si abbinano Antropofobia di Samuele Venturin, My Friend Who Looks Like A Ghost di Silvia Bolognesi, Patchouli di Beppe Scardino ed Azure dell'amatissimo Ellington.
Il percorso narrativo si pone, così, ad una duplice chiave di lettura: il tutto può essere visto come una colonna sonora del romanzo di Orwell, oppure considerare questo album come una meditazione autonoma sul potere e sul suo esercizio a tutti i livelli. Parrini non è nuovo a lavori di questo tipo. "Animal Farm” è la prosecuzione di un percorso che, in primis dà continuità ad un gruppo di lavoro, ed in secondo luogo, è la possibilità di tornare a proporre riflessioni su argomenti politici e sociali come già successo con il suo primo album "1974 Io So, Damn If I Know, contraddistinto dalle ispirazioni di Shepp e Pasolini, o con quelli dei Dinamitri Jazz Folklore come "Congo Evidence" con il poeta e attivista Sadiq Bey, ed i due Akendengue Suite , con l'eccezionale collaborazione di Amiri Baraka, che avevano creato una sorta di collegamento con il mondo della letteratura militante; fino ad arrivare al monumentale “The Winter Counts (We’ll Still Be Here) e i due Landascapes di Tiziano Tononi da sempre attento alla connessione tra lo spirito libertario della musica e i diritti civili.
Big Dave
Figlio della luna
Ecco il primo lavoro discografico in veste da solista di big Dave, artista italo-congolese di assoluto talento. Figlio della Luna contiene un repertorio di brani inediti che hanno come matrice l’R&B e l’Afrobeat in lingua italiana, con curiose finestre aperte sulla musica urban e le sonorità world con testi e ritmi di grande coinvolgimento. Figlio della Luna si inserisce tra quelle nuove produzioni che vedono in Italia artisti “meticci” - di generazione mixata - vivere la musica afro e afroamericana con cui sono cresciuti o a cui fanno libero riferimento identitario, disegnando nuove forme della canzone italiana, attraverso un sound moderno e un live che cattura l’attenzione generale. Big Dave è nato a Roma da madre italiana e padre della Repubblica Democratica del Congo. Un incontro culturale e di passioni che si esprime attraverso uno stile musicale legato alle radici della black music che racconta mondi in dialogo. Un mix di geni e di vibrazioni, così sintetizzato dall’artista: “You are the sunshine of my life di Stevie Wonder è la canzone della mia infanzia. Mia madre la cantava come ninna nanna. Avevamo casa alla Garbatella ma mi sembrava di vivere in ogni angolo del mondo”. Così comincia la passione per la musica che lo porta con naturalezza a frequentare i suoni del soul e della black music e che lo invitano a viaggiare per arricchire il suo bagaglio musicale. E nel triangolo Londra, New York, Roma, prende forma una onda sonora di composizioni che vanno a definire il repertorio attuale: intriso di sperimentazione e di R&B più classico, Afrobeat, Rap. Il nuovo progetto “Figlio della luna” ha un sound R&B originale con cui Big Dave sta entrando con forza “in scena” anche nella versione live accompagnato da una band multiculturale.
BORDONARO Eleonora
Moviti Ferma
ORCHESTRA POPOLARE ITALIANA
La Chiara Stella 2019
SPARAGNA Ambrogio e CANTORI di COMACCHIO
Tra Anguille e Tarante
LA RÉPÉTITION - Orchestra senza confini
Mondo!
ROMARABEAT
Romarabeat
FORMOSA Ester & ELVA LUTZA
Cancionero
BANDADRIATICA
Odissea
EPIFANI Mimmo
Putiferio
BANDA OSIRIS
Funfara
FRANCISCO
Truco Blues
SIMEONI Raffaello
Orfeo Incantastorie
LA BANDA DELLA RICETTA
A fuoco lento
PAOLI Gino & REA Danilo
3
LEDDA Elena
Lantias
ACQUARAGIA DROM
Rebelde
I VIOLINI DI SANTA VITTORIA
Denominazione d'Origine Popolare
BORDONARO Eleonora
Cuttuni e lamè
INCUDINE Mario
D'acqua e di rosi
BÈYÈNÈ Girma
Mistake On Purpose - Ethiopiques 30
ZAMPOGNERIA
Fiumerapido
AA/VV
The Beast of Finisterre
SPARAGNA Ambrogio
Stories 1986 - 2016
CRABUZZA Claudia
Com un soldat
PEDDIO Paride & DELLA MARIANNA Jonathan
Brinca
SALETTI Stefano & Banda Ikona
Soundcity