WARSAW VILLAGE BAND
Nord
Il 2012, anno del loro 15 ° anniversario, vede la nascita del sesto album della Warsaw Village Band. “Nord” è un incontro fra musicisti Slavi, Scandinavi e popoli aborigeni del Nord alla ricerca di elementi comuni. La Warsaw Village Band ospita il vertice musicale quale omaggio agli eroi, ai mistici, ai guerrieri vichinghi e ai poeti Sami e Inuit. Il risultato è una musica curiosamente familiare, forse ruvida e un po’ fredda ma forte e profonda. Le relazioni fra i popoli dei paesi del Nord hanno una lunga storia. Nel Medio Evo i Vichinghi invasero le terre polacche influendo notevolmente sulla cultura del territorio. Essi esplorarono anche il Nord America e si insediarono nell’attuale Canada. Conseguentemente il conflitto polacco-svedese del 17°secolo, oltre ad altre usanze e vestigia, la Svezia importò anche la danza polacca Kujawiak, ancora oggi conosciuta e praticata in Svezia con il nome Polska. Per la prima volta riunite in un unico progetto tutte queste diverse influenze musicali si incontrano in “Nord”. Ospite dell'album, la cult band svedese Hedningarna (tracce 1 e 2) precursori della world music, la cui musica è a lungo ammirata dalla Warsaw Village Band, oggi torna per restituire simbolicamente il Kujawiak rubato dagli avi. Fra gli ospiti di “Nord” anche Sandy Scofield (track 10) una delle più grandi cantautrici canadesi dalle profonde radici nel suo passato di nativa pellerossa. “Nord” è il risultato collettivo di questo incontro unico tra artisti, un ritorno alle origini selvatiche e tribali fra canzoni liriche e danza pulsante.
AAVV
Italy - Polyphonies of the Four Provinces
Alla confluenza di quattro regioni del nord d’Italia (Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna) nell'Appennino settentrionale risuonano la scintillante polifonia del “canto fermo”, il canto delle "Quattro Province", cugino del più famoso “trallalero” ligure. Questo CD presenta una panoramica sui principali gruppi vocali esistenti e una serie di brani solistici, forse l’aspetto più intimo del repertorio tradizionale di questa regione d'Italia, cantato e interpretato da Stefano Valla e Daniele Scurati. "Il “canto fermo” come il “trallalero” non sono nati per essere esposti in una bacheca, ma per essere vissuti” sottolineano gli artigiani del canto fermo: un breve video documentario è stato aggiunto a questo CD per rievocare al meglio l'atmosfera accogliente in cui tutto il lavoro è stato concepito.
Registrazioni: Renaud Millet-Lacombe (2010) / Testi: Mauro Balma e Fabrizio Contri, con Stefano Valla e Daniele Scurati
BANDADRIATICA
Arriva la banda!
Questo nuovo lavoro discografico della ciurma ribelle guidata dall’organettista e cantante Claudio Prima, che da cinque anni infiamma le piazze di mezza Europa, contiene una serie di musiche e testi inediti intrecciati in una nuova forma canzone che vive di un'energia trascinante.
I brani raccontano le storie d'Adriatico rivissute con lo spirito moderno del musicista migrante e trasmettono messaggi di integrazione.
La maturità stilistica e compositiva raggiunta dalla banda in questi anni si condensa in undici tracce energiche e innovative, che mescolano groove sfrenati e folli (come in “A14”, “Balcaneve”, “Valzebù”) ad atmosfere rarefatte come "Il porto", intrigante ritratto dei porti d'Adriatico o in "Come fanno i marinai" omaggio alla canzone d'autore italiana rivisitata in un coinvolgente rebetiko greco.
La musica della BandAdriatica è figlia del mare. Concepita nelle notti buie di calma piatta o nei giorni di sole cocente. Sul ponte di una nave che è stata magicamente il luogo d’incontro di culture e musiche diverse. Un viaggio, una scommessa sono diventati un progetto di musica e di vita che accomuna musicisti e navigatori imbarcati insieme, alla ricerca un nuovo linguaggio comune..
Saba
Life changaniysha
Saba è cantautrice ed attrice di origini italo-etiopi, nata in Somalia e cresciuta nel paese di suo padre, in Italia. Dopo importanti esperienze teatrali, televisive e discografiche, attraverso la musica decide di ricucire il filo spezzato con la terra di origine: esce nel 2007 il suo album d’esordio “Jidka – The Line”, per l’etichetta inglese World Music Network. Segue nel 2010 l'album "Biyo -Water is Love", registrato tra Italia ed Etiopia e completamente dedicato all'acqua. A marzo 2012, esce per Sud Music il suo terzo Album, "Life changaniysha" (La vita ci mescola), che conferma l'impegno dell'artista come testimonial Amref. Progetto speciale per Amref, l’album racconta del viaggio che ha condotto l'artista in Kenya seguendo la rotta verso i villaggi ed i luoghi remoti che la maggiore organizzazione sanitaria in Africa sostiene aiutando migliaia di persone. Somalo, swahili ed inglese sono le lingue che raccontano in 11 tracce inedite un viaggio geografico, umano ed artistico: dalle registrazioni sul campo nell'aperta savana dei cori masai ai confini con la Tanzania, al lavoro musicale con i ragazzi degli slum di Nairobi, tra zaffate di colla sintetica e occhi indimenticabili, nel tempo rubato al loro lavoro di raccolta di materiale di riciclo nelle discariche della città. Fabio Barovero ha prodotto l'album, arruolando fra i diversi musicisti Thomas Gobena dei Gogol Bordello, Luca "Vicio" Vicini dei Subsonica, Federico Sanesi, uno dei massimi suonatori di tabla, il Maestro Rajab Suleyman, fondamentale depositario dell'arte del qanun di Zanzibar, i Kayamba Africa, il più famoso gruppo vocale dell'East Africa e le Bismillahi Gargar, collettivo femminile di voci somale ai confini roventi con la Somalia.
FALZONE Giovanni
Around Ornette
Giovanni Falzone presenta il suo nuovo album intitolato “Around Ornette”, dedicato al grande sassofonista Ornette Coleman. Prodotto dalla Parco della Musica Records, l’album vede il trombettista affiancato da Francesco Bearzatti (sax e clarinetto), Beppe Caruso (trombone), Paolino Dalla Porta (contrabbasso) e Zeno De Rossi (batteria). Ecco come lo stesso Falzone descrive questo suo nuvo lavoro: «Il quadro sonoro di Around Ornette si sviluppa in otto movimenti: quattro brani di Coleman - Blues Connotation; Lonely Woman; Congeniality; Free - intrecciati a quattro mie composizioni - Fuga Mentale; Ornette; King Of The Free; Bourbon Street - quest'ultima e' dedicata a New Orleans e al forte legame con la matrice blues che ho sempre avvertito nel suono di Ornette. Non e' assolutamente un caso che l'album inizi e si concluda con due brani fortemente legati alla tradizione, seppur trattati con un linguaggio contemporaneo. Ho sempre sostenuto che se è vero che in tutte le cose esiste una radice io da li voglio partire per delineare il mio personale tragitto. Nell'approcciare sia l'aspetto compositivo che quello legato agli arrangiamenti ho cercato di mantenere la stessa concezione per tutti i brani così che tutto l'intero progetto mantenesse la stessa omogeneità di suono, impiegando le voci del quintetto sia in forma orchestrale, seppur in miniatura, utilizzando cellule e frammenti tematici dei brani di Ornette, rielaborate sotto forma di background e special, sia in forma di combo affidando lo sviluppo della forma alla creatività estemporanea di ciascun musicista. Considero Ornette Coleman un caposcuola assoluto del jazz moderno e questo album rappresenta per me un modo personale per ringraziare un musicista che con la sua libertà di espressione è stato capace di rendere il jazz ancora più infinito».
Jaco Pastorius Big Band
:Donna Lee - Live at Budokan ‘82
In questo cd viene proposto nella sua interezza il concerto della Jaco Pastorius Big Band tenutosi il primo Settembre 1982 presso il Nippon Budokan di Tokyo. Un concerto strepitoso che fa parte della storica tournée della band in Giappone, le cui registrazioni sono confluite negli album “Invitation” e “Twins I & II”. Si tratta di uno dei momenti più alti nella carriera di Pastorius che rivelò straordinarie doti di arrangiatore, oltre che di interprete e compositore, proprio grazie a questi suoi progetti orchestrali. Nel programma del concerto si alternano brani composti dallo stesso Pastorius (“Liberty City”, “Reza”) ad alcune riletture che sono diventate nel tempo dei classici del repertorio del bassista (“Donna Lee”, “Invitation”, “The Chicken”, “Elegant People”, “Giant Steps”) a cui si aggiunge una più inusuale “Sophisticated Lady” di Duke Ellington. Al quintetto di base formato da Randy Brecker alla tromba, Bobby Mintzer al sax, Peter Erskine alla batteria, Don Alias alle percussioni e Othello Molineux alla steel drums, si affianca una straordinaria sezione di fiati (Elmer Brown, Forrest Buchtel, Jon Faddis e Ron Tooley alla tromba; Peter Graves, Warren Andre e Bill Reichenbach al trombone; David Bargeron alla tuba; Alex Foster, Mario Cruz e Randy Emerick al sax, clarinetto e flauto; Paul McCandliss all’oboe e al corno inglese; Peter Gordon e Brad Warnaar al corno francese) e Toots Thielemans come ospite speciale.
PETRELLA Gianluca
COMING TOMORROW - Part Two
SPACEBONE RECORDS
€ 16,00
1 CD - N. Cat.: BONE 1003
PETRELLA GIANLUCA
COMING TOMORROW - PART TWO
Ideata per celebrare Sun Ra, l'orchestra Cosmic Band prende presto il passo e guadagna subito le sembianze del leader Gianluca Petrella, che disegna una musica totale che attinge a fonti diverse e spesso distanti tra loro. La commistione è deflagrante: si incontrano il solismo free e l'utilizzo delle sezioni che richiama tanto Frank Zappa quanto Duke Ellington. In questa musica convivono mondi musicali apparentemente lontani filtrati dalla possente personalità di Petrella. Dopo il successo dell'album d'esordio della band (Coming Tomorrow - Part One), in questo secondo volume si confermano l'eclettismo del gruppo e la maturità di Petrella come leader. Brani e arrangiamenti costruiti con grande attenzione si fondono a momenti musicali di pura energia. Il risultato è una musica cerebrale e al tempo stesso immediata, straordinariamente coinvolgente.
SALETTI Stefano & PICCOLA BANDA IKONA
Folkpolitik
Quando dalle piazze di Tunisi, del Cairo, di Damasco sono arrivate le immagini e i suoni della Primavera araba la mente è corsa agli anni ’70, quando l’Europa venne attraversata da un vento di libertà che spazzò via i regimi autoritari di Spagna, Grecia e Portogallo. Quelle piazze sono le stesse: gli stessi volti, le speranze, i colori, i suoni, i canti. Una lotta per la libertà che oggi unisce idealmente le due sponde del Mediterraneo e dimostra ancora una volta la forza della musica popolare come voce del popolo. Nella gioia e nelle sconfitte.
Stefano Saletti
Nel suo nuovo lavoro discografico di Stefano Saletti con la PICCOLA BANDA IKONA, accanto a composizioni originali, vengono arrangiati brani di autori del Mediterraneo che hanno raccontato in musica la lotta contro il potere, subendo persecuzioni, arresti, violenze.
Un viaggio nella memoria per riscoprire le tante musiche che hanno raccontato le sofferenze e le passioni dei popoli mediterranei. Dalla cacciata degli ebrei sefarditi dalla Spagna, alla diaspora palestinese, fino all’inno sardo figlio della rivoluzione francese contro lo strapotere dei baroni.
La PICCOLA BANDA IKONA nelle sue composizioni originali canta in Sabir, l’antica lingua franca che marinai, pirati, pescatori, commercianti, armatori, parlavano nei porti del Mediterraneo: da Genova a Tangeri, da Salonicco a Istanbul, da Marsiglia ad Algeri, da Valencia a Palermo. Una sorta di esperanto marinaro, formatosi poco a poco con termini presi dallo spagnolo, dall’italiano, dal francese, dall’arabo.
INTRA Enrico, TOMMASO Giovanni, GATTO Roberto
Canzoni Preludi Notturni
La nascita de Il Trio si può considerare l’autentico “evento” discografico e artistico del 2010, che riunisce tre personalità tra le più significative della storia e dell’attualità del jazz italiano, intorno alle musiche scritte da Enrico Intra, primus inter pares di questa produzione. Un repertorio quasi interamente costruito su nuovi brani e su un nuovo modo di concepire l’improvvisazione, che vive in una interpretazione intensa e partecipata, in un dialogo che non trascura i più minuti dettagli per offrirci un esempio di musica tra i più entusiasmanti, coinvolgenti e colti dell’intera scena jazzistica contemporanea. Tre artisti entrati per la prima volta insieme in sala di incisione, ma che si esprimono come se suonassero insieme da molti anni, ponendo dei nuovi, alti standard all’arte del trio.
“I nomi non nascono per caso, e il fatto che il gruppo protagonista di questo magistrale album di jazz contemporaneo abbia voluto definirsi, dopo la registrazione della musica, con il termine: “il trio”, è una delle chiavi di volta per comprendere l’empatia creatasi tra Enrico Intra, Giovanni Tommaso e Roberto Gatto. Cioè tra musicisti con i quali il pianista e compositore milanese non aveva mai suonato e che si sono incontrati in studio di incisione per iniziativa dello stesso Intra, quindi per esserne suoi partner nell’esecuzione di nuove pagine da lui scritte nel primo autunno del 2009, dedicate ai suoi nipoti e ispirate al mondo classico: sono gli astratti Preludi, le melodiche Canzoni e i più intimi Notturni, nati dalla costante ispirazione che il mondo eurocolto, sia contemporaneo sia classico, esercita da sempre su un musicista costantemente proteso a realizzare nuovi progetti. Come del resto lo sono Giovanni Tommaso e Roberto Gatto, penetrati nel cuore delle composizioni proposte al punto di forgiare un’immagine di trio davvero collettiva. Del resto, questa musica è scritta per favorire il dialogo grazie all’abbandono del tradizionale supporto armonico a favore di procedure che nascono nel corso del processo improvvisativo collettivo, secondo un ardito e originale modo di pensare la musica, che esce dalle tradizioni consolidate per presentare un nuovo modo di agire e quindi di relazionarsi. Il ritmo è poi elusivo, presenta un beat implicito eppure sempre presente e in grado di produrre uno swing schietto, coinvolgente, diretto, reso ancora più efficace dai momenti in cui il contrabbasso lo esplicita con uno walking bass dagli effetti esplosivi. […] Ascoltare il Cd significa allora porsi a contatto con una imprevedibile, emozionante esperienza estetica, che sorprende per l’essenzialità assoluta del tratto, la rinuncia all’ornamentazione, l’olimpico distacco da ogni tipo di ammiccamento o dai cliché tipici della musica improvvisata, cioè da pratiche ampiamente diffuse in questi nostri tempi. Solo musica, coinvolgente, totalizzante, di cui occorre cogliere tutte le sfumature attraverso una ascolto attento e partecipato. Ne vale la pena.”
Lou Seriol
Maquina Enfernala
I LOU SERIOL nascono nel 1992 sull’onda della riscoperta della musica occitana e sulla valorizzazione della stessa. Nella primissima parte della sua vita il gruppo ha una formazione strettamente acustica (organetti, galubet, voce) e ripercorre i brani della tradizione ma già con piglio a dir poco nuovo nuovo. Il repertorio è ovviamente tratto dal patrimonio della terra occitana che viene utilizzato nella sua formula più pura ossia quella popolare. Già un anno dopo la sua formazione il gruppo inizia a dotarsi di strumenti non del tutto “tradizionali” (congas, basso elettrico), qui inizia un percorso di sperimentazione che darà vita al sound “made in Lou Seriol” e che si rafforzerà negli anni. Nel 1993, proprio con in testa questa linea di sviluppo, si incide il primo e raro demo tape nello storico studio “Vivenza” a Cuneo. Inzia così la voglia di comporre brani, sempre in lingua occitana, ma con suoni e ritmi più vicini alla musica ascoltata dai giovanissimi membri del gruppo (raggae, rock, folk, punk, ska).
Nel 1993 e 1994 il gruppo si esibisce in giro per le vallate occitane, animando feste e piazze in lungo e in largo. In anni di concerti nelle situazioni piu disparate i Lou Seriol formano il loro carattere e sentono l’esigenza di aggiungere altri strumenti per completare il proprio sound. Nel 1995 arrivano infatti batteria e chitarra. Qui si forma l’idea del suono dei Lou Seriol e si inzia a lavorare sia su arrangiamenti di brani trad ma soprattutto sulle composizioni personali. I componenti del gruppo iniziano a conoscere anche la realtà occitana d’oltralpe in maniera costante creando contatti con musicisti dell’Occitania transalpina e Basca. Proprio nella primavera si recano nei paesi baschi per una vacanza dove nascerà l’amicizia con i Sustraia, ma soprattuto si capisce che la strada per la band è quella dei concerti dal vivo, macinando più km possibili per far ascoltare la propria musica e per avere il più possibile esperienze e scambio.
Nel 1999, dopo essersi prodigati nella sola attività live, il gruppo entra in studio decidendo di seguire una strada diversa, ovvero autoprodurre (cosa che faranno in seguito per tutti i loro dischi) un nuovo cd. Registrato in pre-produzione nella chiesa sconsacrata (Crusà) di Aisone (Cn) e ultimato nello studio “Blue Records” di Mondovì (Cn), sotto la produzione artistica di Enrico Damilano, uscirà nel 2000 “Persi Pien”, un album innovativo rispetto alla produzione della scena occitana del tempo, sia per la modalità di lavorazione, sia per la scelta dei suoni e della scelta artistica intrapresa. “Persi pien” lancia i “Seriol” in una serie di concerti in giro per l’Italia e Francia dove ne verranno vendute ben 3000 copie.
Nel 2003 si inizia a lavorare, anzi ad elaborare, un nuovo disco. A fine 2004 si entra in studio con un settimo “seriolo”, il produttore artistico e amico Riccardo Parravicini. Nella primavera del 2005 esce “Reviori”. Il lavoro si avvale di collaborazioni importanti: Papet J, voce e fondatore dei Massilia Sound System, Luigi Pastorelli, voce e fondatore del gruppo nizzardo Nux Vomica, Sergio Berardo e Dino Tron dei Lou Dalfin e il maestro Fabrizio Simondi del coro L’escabot.
Nel 2009 la band decide di produrre il cd live “Ambe Vos” (distribuzione EGEA Music) che verrà registrato all’Hiroshima mon amour di Torino e alle Ex officine Bertello di Borgo S. Dalmazzo (Cn) da Riccardo Parravicini e Valter Giraudo. L’album, oltre a contenere le tracce più conosciute della band ed anche alcuni brani inediti è anche un DVD che oltre alle immagini dei due concerti racchiude alcuni bonus storici ed un video documentario sul concerto-evento tenutosi nel 2007 in occasione della manifestazione Anem’Oc per la lingua occitana a Bezier, con più di 20.000 partecipanti.
Nel 2010 il gruppo collabora all’interno del progetto del cantante brasiliano Silverio Pessoa insieme a note band occitane (Moussu t e lei Jovents, la Talvera, Fabulous Trobadors, Massilia Sound System, Sam Karpienia, Nux Vomica…). Il disco “Collectiu” viene distribuito in Sud America ed Europa.
Nel 2011 si rientra in studio al ”Modulo” di Riccardo Parravicini per dare vita al nuovo album “Maquina Enfernala”, ancora una volta autoprodotto e distribuito da Egea Music. L’idea nasce nell’autunno 2008 a 1887 m s.l.m nella Frazione di Ferrere del comune di Argentera (Cn), dove i Lou Seriol si riuniscono per una “tre giorni” di ritiro e registrazione. Tutto il lavoro compositivo è stato elaborato in pre produzione, dove i brani hanno preso forma e sostanza, fino ad arrivare alla realizzazione in studio. Reggae, Hip hop, pop, rock sono le strade che prendono gli strumenti e le sonorità tradizionali, si cerca di utilizzare il tradizionale per costruire il moderno. Sempre nel dicembre 2011 i “Lou Seriol” producono oltre al disco anche il vidio clip del brano “Maquina Enfernala” realizzato da Filmika.
MELECH MECHAYA
Melech Mechaya
In questo album il gruppo MELECH MECHAYA reinterpreta cinque classici della tradizione klezmer, fra i quali la Doina del leggendario clarinettista Dave Tarras. Gli arrangiamenti creativi del gruppo stabiliscono relazioni fra i tradizionali ritmi klezmer e le moderne influenze del XXI secolo, con l'inevitabile sapore del Fado e dei colori del Portogallo.
Quella mistura è ancora più sorprendente all'ascolto del vecchio classico portoghese Chapéu Preto, dove il ritmo folk "chula" e la melodia portoghese incontrano le vibrazioni klezmer.
Le sette composizioni originali dell'album, che rappresentano la gran parte del repertorio, rivelano un suono personale, inventivo, che spinge il klezmer verso nuove frontiere. Le canzoni, maturate sul pachi dei concerti e durante le session di registrazione, presentano melodie vibranti e ipnotici grooves, respirano l'aria del Fado e del Tango, del vecchio folk e del jazz, del trip-hop e del drum'n'bass, dei Masada di John Zorn e delle fanfare di Goran Bregovic. Il tutto con una formazione acustica; clarinetto, violino, chitarra, contrabbasso e percussioni.
L'album è arricchito da due ospiti d'eccezione: nella canzone Gare No Oriente la voce unica di Mísia, che ha portato il Fado oltre i suoi classici confini, e in Caleidoscópio la tromba di Frank London, fondatore e leader del gruppo con cui ha vinto un Grammy, i Klezmatics, il gruppo di riferimento dele klezmer moderno a livello mondiale.
MELECH MECHAYA è un viaggio festante, un suono e un groove che fanno incontrare un pò della drammaticità portoghese con l'estroversa e gioiosa tradizione ebraica. Ispirato dalla musica gitana, araba e balcanica e da Fado e Tango, il gruppo nasce a Lisbona nel 2006 e da allora ha suonato ininterrottamente. Hanno presentato oltre 200 concerti in Portogallo, Spagna e Croazia. I loro spettacoli sono stati definiti da João Bonifácio, critico del quotidiano Público “Semplicemente elettrizzanti”. Nel 2008 è uscito il loro EP Melech Mechaya e, nel 2009 il primo album Budja Ba. Nell'ottobre 2011 hanno pubblicato un secondo titolo Aqui Em Baixo Tudo É Simples, che costituisce il presente CD ora realizzato per il mercato internazionale, a cui è stato aggiunto il brano Dança Do Desprazer, canzone tratta dal primo CD del gruppo e hit del gruppo, un regalo per il pubblico anche fuori del Portogallo.
LALLI & Pietro SALIZZONI
Elia in Concerto
ÈLIA è il nome che dal marzo 2006 LALLI e PIETRO SALIZZONI hanno voluto dare al loro comune progetto musicale.
Insieme, scrivono canzoni da oltre dieci anni.
La collaborazione è nata con la scrittura del brano Testa storta, per la colonna sonora del film Preferisco il rumore del mare ed è proseguita, con la realizzazione dei cd All’improvviso, nella mia stanza (Il Manifesto, 2003) ed Èlia (Il Manifesto, 2006).
Nelle affinità di sensibilità e intenti, oltre che musicali, le canzoni nascono cercando la semplicità di un testo e di una melodia: chitarra e voce. Qualche volta raccontano storie, altre volte raccontano emozioni, sentimenti, il nostro tempo. Attorno a queste canzoni, si é costituito un ensemble musicale consolidato, i cui arrangiamenti riflettono influenze musicali accumulate nel corso di anni, dal rock-folk anglofono, ai padri della canzone d’autore europea.
Èlia in concerto raccoglie tredici canzoni scelte fra quelle registrate dal vivo nei due concerti del 12 e 13 aprile 2007 presso il Teatro Agnelli di Torino e contiene sia brani dei due autori, sia alcune cover come Yo vengo a ofrecer mi corazon del cantautore argentino Fito Paez, Afraid di Nico (cantante del Velvet Underground), Ave Maria di Fabrizio De Andrè e Vedrai, vedrai di Luigi Tenco.
Un album in cui ogni brano rappresenta quasi un tassello musicale e canoro che compone questo splendido mosaico “live” e che colloca ÈLIA, a pieno diritto, nel panorama nazionale della canzone d’autore di oggi.
Registrato dal vivo nel 2007 con una formazione allargata a comprendere una sezione archi e la tromba di Giorgio Li Calzi il CD presenta Lalli e Pietro Salizzoni in un contesto affascinate con gli artisti pienamente a loro agio.
GRIGORYAN Vardan
In the Shadow of the Song
Il suono del duduk è così particolare da riuscire ad attirare anche l’attenzione dell’ascoltatore più disattento. Questo strumento a doppia ancia, tipico dell’Armenia, dal suono simile ad una voce umana è spesso considerato il simbolo di un popolo che ha subito un genocidio e lunghe vessazioni nel corso dei secoli.
VARDAN GRIGORYAN è nato il 25 settembre 1971, a Yerevan, da una famiglia di musicisti. Il padre, Nerses Grigoryan, è un famoso cantante folk e il giovane Vardan venne iscritto dapprima al collegio Romanos Meliqyan e successivamente al Conservatorio Statale di Yerevan per studiare il duduk. Da sempre affascinato dalla musica popolare, Vardan si è presto rivelato un musicista particolarmente dotato e talentuoso anche come compositore. Oltre ad essere parte della Armenian Navy Band di Arto Tuncboyacjyan e membro della formazione jazz-folk "Report Time", numerose sono le sue collaborazioni con musicisti di fama internazionale come Paul Winter, Chick Corea e Joe Zawinul. Fra le sue diverse attività annovera anche la partecipazione a progetti musicali d’avanguardia.
Nel brano introduttivo My hearth broke through, scritto in memoria di un caro amico, il suono malinconico del duduk ci accompagna in un viaggio emozionale ricco di sfumature così intense da apparire quasi tangibili. In the shadow of the song il suono arriva di lontano e, superate le ombre, se ne distacca assumendo cadenze che ricordano un rituale derviscio. Rumblan è puro ritmo, e danza, e gioia di vivere! Following the old è un’immersione nella musica tradizionale armena vissuta nei suoi virtuosismi. Suoni dinamici e vibranti in Close to fast con la quale GRIGORYAN ci dà un saggio della sua grande abilità strumentale piacevolmente assecondato dalle seconde voci duduk di Nerses Grigoryan e David Minasyan. Just put it on, infine, è una particolare miscela di ritmi dove la percussione abbraccia il suono vibrante del duduk.
In questo disco buona parte dei brani proviene dal repertorio tradizionale ma diverse composizioni sono dello stesso GRIGORYAN. La poesia dell’oboe armeno incontra sonorità più corpose e determinate pur mantenendo un perfetto equilibrio musicale. Composizioni piene di magia che non sfociano mai nella new age ed evocano immagini e ambienti squisitamente tradizionali
MARCOTULLI Rita
Variazioni sul Tema
Grande pianista tra le più stimate della scena jazz internazionale, RIta Marcotulli presenta un nuovo progetto in trio con il sassofonista argentino Javier Girotto e con il maestro indiscusso dell'accordeon Luciano Biondini nel suo nuovo album intitolato “Variazioni sul Tema”. L’album, prodotto dall’etichetta Sard Music, propone musiche tratte e ispirate dalle composizioni di Rita Marcotulli per il cinema e rielaborate da un trio straordinario. Un territorio, quello della musica per il cinema, nel quale l’artista romana si muove da anni con straordinaria passione, come dimostrano gli importanti riconoscimenti, tra tutti il David di Donatello, il Ciak d’oro e il Nastro d’argento, ricevuti di recente per la sua colonna sonora del film Basilicata coast to coast diretto da Rocco Papaleo e per l’ultimo lavoro dedicato al cinema francese di Francois Truffaut.
Raffaello Pareti
The Roar At The Door
Il contrabbassista Raffaello Pareti presenta il suo nuovo lavoro “The Roar at the Door” affiancato da una formazione che presenta alcuni dei musicisti più interessanti presenti sulla scena italiana ed europea: Francesco Bearzatti al sax tenore e clarinetto, Mauro “8” Ottolini al trombone e Walter Paoli alla batteria. La musica del gruppo è un caleidoscopio di suoni e soluzioni timbriche, un'anarchia ordinata di riffs e colori che affascina e trascina l'ascoltatore in un continuo gioco di rimandi, con temi che a loro volta inglobano citazioni, spunti, germogli musicali spontanei. Musica aperta alla sperimentazione dei suoni e delle forme, con melodie ora suadenti e cinematiche, ora frammentate e urbane, sempre pronta ad innescare grooves contagiosi.
Raffaello Pareti è un musicista atipico nel panorama del jazz italiano, con tempi e modi suoi, direi “marginali” ai centri nevrotici della produzione. Ed è proprio una sensazione di grande libertà compositiva che si coglie in ogni frammento di questo splendido lavoro, in cui come in un luogo ideale che fa della diversità segno di richezza, convivono, magistralmente distribuite da una lucida e fine scrittura, fantasie di svariata provenienza. L’intensità si coglie in un secondo momento, rileggendo e sommando, e solo allora si comprende del tutto il senso di tanta brillantezza.
PAOLI Gino
Un incontro in jazz
Questo album rappresenta un incontro magico tra musica d’autore e jazz. Gino Paoli, uno dei cantautori che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana, tra cui "Senza fine", "Sapore di sale" e “La gatta”, è il protagonista di un lavoro all’insegna della musica jazz in cui interpreta brani inediti, grandi classici della canzone internazionale e alcuni brani del suo repertorio riarrangiati. Al suo fianco troviamo alcuni tra i migliori jazzisti italiani dei nostri giorni: Danilo Rea al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria e Flavio Boltro alla tromba.
Con questo progetto, Gino Paoli si conferma un autentico protagonista della scena musicale italiana, sempre capace di rinnovarsi, pur mantenendo le forme e i contenuti cantautoriali che da sempre lo contraddistinguono. Coadiuvato dall’eleganza di Flavio Boltro, dalla liricità di Danilo Rea, dalla precisione di Rosario Bonaccorso e dall’esuberanza ritmica di Roberto Gatto, Paoli ci regala un album raffinato ed elegante, in cui la sua indubbia classe si mescola ad un instancabile desiderio di sperimentazione.
Registrato tra il 26 e il 28 Dicembre 2010 presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, l’album inaugura la collana “Recording Studio”, una nuova iniziativa della Fondazione Musica per Roma che dà la possibilità a pubblico e appassionati di entrare in studio di registrazione con gli artisti della Parco della Musica Records, seguendo e ascoltando dal vivo l’incisione di nuovi dischi.
SABA
Life changanyisha
Saba è cantautrice ed attrice di origini italo-etiopi, nata in Somalia e cresciuta nel paese di suo padre, in Italia. Dopo importanti esperienze teatrali, televisive e discografiche, attraverso la musica decide di ricucire il filo spezzato con la terra di origine: esce nel 2007 il suo album d’esordio “Jidka – The Line”, per l’etichetta inglese World Music Network. Segue nel 2010 l'album "Biyo -Water is Love", registrato tra Italia ed Etiopia e completamente dedicato all'acqua. A marzo 2012, esce per Sud Music il suo terzo Album, "Life changaniysha" (La vita ci mescola), che conferma l'impegno dell'artista come testimonial Amref. Progetto speciale per Amref, l’album racconta del viaggio che ha condotto l'artista in Kenya seguendo la rotta verso i villaggi ed i luoghi remoti che la maggiore organizzazione sanitaria in Africa sostiene aiutando migliaia di persone. Somalo, swahili ed inglese sono le lingue che raccontano in 11 tracce inedite un viaggio geografico, umano ed artistico: dalle registrazioni sul campo nell'aperta savana dei cori masai ai confini con la Tanzania, al lavoro musicale con i ragazzi degli slum di Nairobi, tra zaffate di colla sintetica e occhi indimenticabili, nel tempo rubato al loro lavoro di raccolta di materiale di riciclo nelle discariche della città. Fabio Barovero ha prodotto l'album, arruolando fra i diversi musicisti Thomas Gobena dei Gogol Bordello, Luca "Vicio" Vicini dei Subsonica, Federico Sanesi, uno dei massimi suonatori di tabla, il Maestro Rajab Suleyman, fondamentale depositario dell'arte del qanun di Zanzibar, i Kayamba Africa, il più famoso gruppo vocale dell'East Africa e le Bismillahi Gargar, collettivo femminile di voci somale ai confini roventi con la Somalia.
RURA
Break It Up
I Rura hanno vinto il primo premio come gruppo esordiente (Best Up And Coming Artist) all’Alba Scots Trad Music Awards del 2011 e, sempre lo scorso anno, il premio Danny Kyle. La loro musica potente ha già creato un certo scalpore sulla scena della musica tradizionale ed ecco ora uscire il loro attesissimo album di debutto. Questa band composta da cinque elementi provenienti dall’ovest della Scozia unisce la passione e le reciproche influenze di alcune fra le più interessanti promesse della nuova musica scozzese. Tre membri del gruppo sono arrivati come finalisti al BBC Radio Scotland Young Traditional Musician Of The Year mentre un altro è arrivato finalista al “All-Ireland Champion Bodhran”. L'album è un buon equilibrio di melodie e canzoni. Gli insiemi strumentali sono ben amalgamati e coinvolgenti mentre la voce affascinante di Adam Holmes (l’ultimo acquisto) ha portato una maggiore profondità alla band. L'album è stato registrato al Glo-Worm Studio di Glasgow ed è stato prodotto da un compositore e musicista esperto come Aidan O'Rourke (uno dei vincitori del Trad Awards nel 2011). Ancora una volta Greentrax è all'avanguardia nella promozione di giovani band che spingono la musica tradizionale oltre i confini abituali. I membri della band sono David Foley (bodhran e flauto), Steven Blake (tubi e fischietti), Jack Smedley (violino), Chris Wade (chitarra) e Adam Holmes (singer / songwriter).
AAVV
Music & Song from Scotland / 25 Tracks celebrating the 25th Anniversary of Greentrax
La Greentrax Recordings festeggia il suo 25 ° anniversario con la realizzazione di questo doppio CD venduto al prezzo di singolo. Si tratta di una raccolta di 25 tracce (più due tracce bonus) tutti di rilevanza e significato molto speciale per l'etichetta e per il suo fondatore, Ian Green. I brani da lui selezionati non sono necessariamente un 'best of' (anche se potrebbero facilmente adattarsi a questa descrizione) ma ognuno ha un posto di rilievo in qualche modo speciale nei 25 anni di percorso e di crescita dell’etichetta. Selezionare i brani per realizzare la raccolta non è certo stato un compito facile vista la grande quantità di materiale a disposizione. In 25 anni la Greentrax Recordings ha pubblicato 468 album, un risultato notevole da ogni punto di vista di cui Ian Green non può che essere orgoglioso e che colloca l’etichetta al primo posto nella produzione di musica tradizionale scozzese e come leader fra le indipendenti nel Regno Unito.