Marcha!
LO COR DE LA PLANA

Marcha!

Il coro maschile di Marsiglia, LO COR DE LA PLANA, torna con nuovo, riottoso album, Marcha. Letteratura e protesta musicale prendono una forma particolarmente ribelle e sovversiva – in particolare nel repertorio marsigliese – e uno humour combinato con contrasti esagerati a volte violenti, altre morbidi. LO COR DE LA PLANA supera gli schemi stantii e le forme codificate tipiche del canto tradizionale. Le voci e le percussioni (bendir, tamburi, grancasse e battito delle mani) restituiscono alle canzoni un ambiente febbrile che le rende uniche e costituisce orami un segno distintivo del gruppo. Superbo. «Terzo album per il quintetto polivocale-percussivo che prende nome dal quartiere marsigliese di La Plaine. LO CÒR DE LA PLANA nasce nel 2002, anche se l’idea di un gruppo di voci maschili e percussioni frullava nella mente del leader Manu Théron da almeno dieci anni. Es lo titre (2003) e Tant demon (2007) sono i precedenti acclamati lavori dedicati al canto sacro e alla danza. Con Marcha! Manu Théron, Rodin Kaufmann, Benjamin Novarino-Giana, Denis Sampieri, Sébastien Spessa perfezionano la loro personale via alla polifonia, innovativa già di per sé rispetto ad un’inesistente tradizione vocale polifonica marsigliese, producendo complesse e spregiudicate armonizzazioni vocali, esaltando intonazioni, registri e coloriture vocali, usando poliritmie di area sud-mediterranea, giochi contrappuntistici tra voci e percussioni. Oltre alla lingua, i riferimenti alla tradizione occitana vanno ricondotti alla scelta di riprendere il repertorio di “cantautori” marsigliesi che, tra fine XIX secolo e inizi XX componevano in occitano. Quanto al titolo polisemico marcha, non indica solo il comando militare, ma è una parola occitana che significa “d’accordo”, “va’” o “muoviti”.» (da http://www.blogfoolk.com)
Green Apocalypse
YOM & WANG LI

Green Apocalypse

Il bravissimo clarinettista ebreo Yom e il suonatore cinese di guimbarde Wang Li, entrambi appassionati di musica tradizionale, ispirati da motivazioni spirituali e guidati da inquietudini riguardanti le modificazioni climatiche del pianeta e l’avanzare della globale degenerazione ambientale, hanno prodotto assieme un album-manifesto ecologico e visionario, dalle sonorità particolarmente evocative, in cui un brano è stato remixato da Paul Godfrey dei Morcheeba.
Forabandit
KARPIENIA Sam / OZDEMIR Ulas / CHEMIRANI Bijan

Forabandit

Cantante, suonatore di mandocello nonché co-fondatore del celebre gruppo occitano Dupain, Sam Karpienia, continua nella riscoperta della tradizione lirica dei trovatori occitani con un approccio contemporaneo e in questo lavoro che crea un ponte fra la tradizione occitana e quella anatolica. Ulaş Özdemir, cantante e suonatore di baglama, perpetua lo stile cantato dei trovatori erranti dell'Anatolia, gli “Asik”. La sua voce dolce e tranquilla e quella profonda, rauca e drammatica di Sam Karpienia ben si fondono alle percussioni persiane di Bijan Chemirani che accompagna il canto di questi nuovi poeti.
Dans les rochers du Viallaneix
DURIF Olivier & CHAMPEVAL Jean-Pierre

Dans les rochers du Viallaneix

Con questo disco, Jean-Pierre Durif e Olivier Champeval giocano con la polifonia creata su corde di violino. La musica non è necessariamente "arrangiata", ma messa a disposizione della fantasia attraverso la profonda conoscenza dei linguaggi musicali di uno e dell’altro. Il repertorio è prevalentemente costituito da temi ampiamente esplorati dalla vecchia guardia di violinisti come Leo Peyrat, Julien Chastagnol, Alfred Mouret o Michel Péchadre. Tuttavia, la riproduzione della tradizione non è l’elemento principale di questo lavoro e molti dei brani sono di loro composizione.
Appelation D'Origine Controlée
LA BOTTINE SOURIANTE

Appelation D'Origine Controlée

Con Appellation d’origine controlee,l’album che celebra il loro 35° anniversario, La Bottine Souriante contina ad affascinarci per la straordinaria energia e joie di vivre supportate dall’indiscutibile abilità musicale che da sempre li caratterizza. Come suggerisce lo stesso titolo dell’album, questa non può che essere musica orignaria del Québec. In questo lavoro il gruppo è affiancato dagli Oreka TX e le loro straordinarie percussioni basche. Formatisi nel 1976, La Bottine Souriante sono presto diventati una cult band della musica canadese con all’attivo mezzo milione di copie vendute. La formazione, andata modificandosi negli anni, oggi consta di 11 membri.
Transports Tisner S.A.
TISNER Joan Frances

Transports Tisner S.A.

Una voce singolare, un viso ed un sorriso che la dicono lunga sull’umore che anima il cuore di Tisner, autore di un progetto tutto suo che spazia tra canzoni occitane di nuova composizione, tradizionali di Guascogna ed improvvisazioni vocali, scandite a ritmo di tamburo e battito di piedi, accompagnate dal suono della fisarmonica. Rumori del quotidiano rurale si fondono a sonorità lievemente sintetiche per un album quasi prevalentemente dedicato a musiche da ballo occitane.
Ex Nihlo
DJAL

Ex Nihlo

Il custode della miniera
BERTELLI Gualtiero

Il custode della miniera

Esiste un filo rosso e una consolidata continuità fra Omero e Bruce Spingsteen, fra il canto epico e la ballata popolare. Una vicenda, quella del raccontar cantando, che passa dai trovatori medievali ai fogli volanti dei cantastorie nostrani per arrivare ai giorni nostri nella forma della canzone narrativa. Gualtiero Bertelli, figura storica della canzone d’impegno italiana, riscrive dieci vicende occorse fra il 1906 e il 1966, estratte con sapienza dal libro della storia da un attento Edoado Pittalis. Sono fatti in parte noti e in parte no, certamente nuova la prospettiva di lettura dove al centro c’è sempre l’uomo e i suoi sentimenti. A questi protagonisti da sapientemente voce Gualtiero Bertelli, le tavole che illustrano i fatti sono di Edoardo Pittalis, che firma anche un contributo sull’attualità del cantastorie, mentre Marco Paolini, da uomo di teatro, si è soffermato sul tema del cantare e raccontare. “Il raccontar cantando di questo CD vuole essere l’esplicito omaggio di un cantastorie moderno ai padri di questa nobile arte, a chi ha contribuito, molto più di altri, a dare al popolo italiano una storia comune, un comune sentire verso le vicende umane e sociali di questo nostro complicato paese” (Gualtiero Bertelli)
La pigna minigna scattigna
MARINI Giovanna

La pigna minigna scattigna

Giovanna Marini è probabilmente la più grande cantastorie dei nostri tempi. Ha raccolto in questo volume una originale scelta di canti popolari che ripercorrono trasversalmente la tradizione musicale in Italia, dove il suono delle parole delle diverse lingue usate bene si coniuga con la comune struttura narrativa della canzone. Un insieme di ballate popolari per tutte le età che per secoli si sono tramandate oralmente ma che ora, se non ci fosse chi come Giovanna le sa e le vuole ricantare, rischiano di non essere più trasmesse, imparate e riproposte. Originariamente nato per raccontare la musica popolare ai bambini, il CD rappresenta un prezioso contributo alla valorizzazione del patrimonio della cultura di tradizione orale in Italia e alla sua divulgazione. Quattordici brani provenienti da diverse regioni italiane e le illustrazioni di Dario Moretti fanno di questo volume non un semplice documento ma soprattutto un prezioso strumento utile a tutte le generazioni per avvicinarsi ed apprezzare la musica popolare.
Io t'invoco, libertà !
PINTI Donata

Io t'invoco, libertà !

Io t’invoco, libertà è l’istantanea sonora di un percorso di identità storico-culturale che la generazione protagonista degli anni ’60 –’90 del XX secolo ha costruito. Il canto di Donata Pinti, già colonna sonora di manifestazioni sindacali e politiche nelle canzoni di lotta, ha affascinato il popolo del folk revival. Privilegiando i temi problematici e condivisi della condizione femminile e dei ruoli subalterni, la sua voce condivide urgenze esistenziali miscelando tecniche dei cantori-narratori della società contadina e della canzonetta urbana. La chitarra di Silvano Biolatti fonde i temi della musicalità popolare con tecniche e suggestioni classiche e jazzistiche. Ne deriva un linguaggio musicale e poetico che fi ltra con la pratica della riappropriazione quel passaggio dalla cultura contadina al proletariato urbano avvenuto anche attraverso la canzone d’autore.
Con la ghironda in spalla / Il lungo viaggio musicale di un suonatore controcorrente
CESA Alberto

Con la ghironda in spalla / Il lungo viaggio musicale di un suonatore controcorrente

Alberto Cesa è un protagonista attivo e influente della musica popolare e d'impegno nell'Italia degli ultimi 40 anni. Figura singolare, libera ed imprevedibile ha alternato la ricerca sul campo con l'impegno politico, l'attività di ricerca con quella concertistica (soprattutto con il gruppo del Cantovivo) il tutto segnato da una grande passione, una partecipazione viva, quasi fisica alle vicende che ha attraversato. Questo volume è l'originale diario di viaggio di un “suonatore controcorrente” dove fatti storici incrociano vicende personali, l'incontro/confronto con i tanti compagni di viaggio si contrappunta con la maturazione di una scelta di parte, quella di essere contro, sempre e comunque dalla parte del “mondo dei vinti”. Nato per condividere fatti che la Storia non racconterà mai e riflessioni sul divenire di quest'ultimi quarant'anni, questo volume è diventato il testamento politico-culturale di Alberto Cesa, che è mancato proprio poco dopo averne finito la stesura definitiva. Due compact disc antologici completano l'opera: “i fogli volanti” una raccolta di brani scritti da Alberto Cesa in occasione del 25° anniversario di fondazione del Cantovivo (1999) e “il canzoniere dei ribelli” un'antologia di registrazioni effettuate fra il 1979 e il 2008 di canti di “resistenza, lotta, pace e libertà”. Libro 220 pagine + 2 CD
Mascarà mascarà me n' a fatto 'nnamorà - Le tarantelle e i canti di Montemarano
D\'AGNESE Luigi & GIURIATI Giovanni

Mascarà mascarà me n' a fatto 'nnamorà - Le tarantelle e i canti di Montemarano

Correva la seconda metà degli anni Settanta e io, giovane e tanto entusiasta quanto inesperto conduttore radiofonico di una emittente “democratica e popolare” del profondo Nord, per la prima volta mi imbattei in un brano della Nuova Compagnia di Canto Popolare, uno strumentale trascinante dalla struttura arcaica ma di indicibile modernità, intitolato “Alla Montemaranese”. Fu quella la prima occasione, per me, di riconoscere una tarantella di questo tipo e di apprezzarne la Denominazione d’Origine Contrallata. Circa venti anni dopo, grazie a Luigi D’Agnese e a suo fratello Generoso, fui ospite a Montemarano (Avellino) durante il Carnevale, momento tòpico della vitalità di questo ballo, danzato in corteo da tutto il paese. Evitiamo ai lettori di questo sito inutili ragguagli e/o dissertazioni sulla tarantella di Montemarano, ampiamente reperibili (anche in formato video) sul web, e peraltro già più volte ospitati su queste pagine, per dedicare ampio spazio a questo libro e, soprattutto, a quello che rappresenta. Probabilmente esempio unico in Italia, la ripresa di interesse per questa tarantella si deve all’iniziativa privata dei fratelli D’Agnese e alla loro ostinata volontà di riqualificarne la pratica nel rispetto della tradizione. Prima l’Associazione Culturale “Hyrpus Doctus”, come centro motore e catalizzatore di tutto ciò che si è mosso e si muove intorno alla “montemaranese”; poi il museo etnomusicale “Celestino Coscia e Antonio Bocchino”; infine questo volume, scritto a quattro mani da Luigi D’Agnese e Giovanni Giuriati, in cui il primo incarna il ruolo dell’appassionato e il secondo quello dell’accademico, fornendoci il risultato di una pubblicazione equilibrata e completa, appassionata e scientifica. E i frequenti contatti amichevoli che chi scrive si onora di avere con Luigi D’Agnese, e il conseguente ampio spazio che prima di ogni altro “media” Folk Bulletin ha voluto dedicare alla tarantella di Montemarano, sono la prova provata di quanto bene possa fare alla conservazione e alla riqualificazione delle nostre tradizioni la passione e l’operosità disinteressata di una famiglia come quella dei D’Agnese che -piaccia o non piaccia agli etnomusicologi di professione- si sono già guadagnati la fama imperitura e la gloria per aver saputo compiere, in nome e per conto della “loro” tarantella, un autentico miracolo. Le 135 pagine del volume sono arricchite da due Cd, il primo dedicato alle molte varianti esecutive e stilistiche della tarantella montemaranese e alla varietà dei suoi interpreti, il secondo destinato a ospitare altre forme musicali presenti sul territorio di Montemarano più rare e meno conosciute. Un ottimo esempio da seguire per scrivere e documentare anche altri repertori delle tradizioni viventi nel nostro Paese. Roberto G. Sacchi http://www.folkbulletin.com
L'influenza turco-ottomana e zingara nella musica dei Balcani
LEYDI Roberto

L'influenza turco-ottomana e zingara nella musica dei Balcani

Questo scritto non è solo un modo per ricordare l'autore Roberto Leydi scomparso un anno e mezzo prima della pubblicazione, che in alcune particolari realtà musicali dei Balcani aveva un suo campo privilegiato di interesse. Per la ricchezza di informazione che presenta e per la qualità dei materiali sonori allegati, esso rappresenta un contributo di primaria importanza per la conoscenza dei fenomeni musicali dell'area balcanica.
Canti liturgici di tradizione orale
ARCANGELI / LEYDI / MORELLI / SASSU

Canti liturgici di tradizione orale

Pubblicato originariamente nel 1985 in occasione dell'Anno Europeo della Musica, Canti Liturgici di Tradizione Orale, a distanza di oltre vent'anni grazie alla sempre attenta e preziosa opera di Nota, questo importantissimo lavoro di ricerca è stato finalmente ristampato con una nuova veste grafica, accompagnata dalle ristampe su tre dischi di tutto il materiale audio originariamente contenuto nei quattro long playing allegati alla prima edizione. Aperta dall'introduzione di Valter Colle e dal prezioso contributo di Giacomo Baroffio, questa nuova edizione ripropone per intero l'opera originaria, curata da Roberto Leydi con il determinante supporto di Piero Arcangeli e Pietro Sassu, per quanto attiene alle ricerche e di Renato Morelli, per la realizzazione dei dischi. Sebbene gli stessi autori affermino che si tratta semplicemente di una serie di "appunti di metà percorso" sottolineandone implicitamente il limite nel non coprire per intero le varie tradizioni regionali, ad ogni modo il testo presenta una ricognizione organica ed ampia sui canti liturgici presi in esame in diverse regioni italiane quali Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli, Emilia, Umbria, Lazio Campania, Sicilia e Sardegna, oltre a testimonianze di vocalità tradizionale raccolte in località poco al di fuori dei nostri confini come nel caso del Canton Ticino e della penisola d'Istria. Il lavoro di Leydi e degli altri ricercatori prese le mosse dall'importante lavoro di ricerca di Leo Levi, che negli anni cinquanta oltre a condurre approfondite ricerche sulla tradizione ebraica in Italia allargò il suo raggio d'azione anche alla tradizione dei canti liturgici cristiani. Successivamente a partire dalla seconda metà degli anni sessanta, a raccogliere il testimone della ricerca in questo particolare ambito della musica popolare, furono diversi ricercatori, fino a giungere al 1985 allorquando il progetto Musica e Liturgia fu inserito nel programma dell'Anno Europeo della Musica, sulla spinta del successo raccolto dai progetti realizzati per l'Autunno Musicale a Como e presso il Teatro La Fenice di Venezia. A riascoltare e a riprendere in mano, oggi, quest'opera si ha la netta sensazione di come tutto il lavoro compiuto da questi ricercatori sia ancora preziosissimo, anche perchè nessuno è stato in grado di completarlo, sebbene tanti siano le opere realizzate a carattere regionale nell'ambito della musica sacra. I cinquanta brani, raccolti nei tre dischi e trascritti corredati da approfonditi commenti all'interno del libro, non rappresentano dunque il risultato di una ricerca ma piuttosto una traccia di lavoro ancora viva, che rappresenta un monito per i ricercatori a darsi da fare per raccogliere gli ultimi echi di tradizioni antichissime. Di grande pregio sono le varie registrazioni raccolte sul campo, che grazie ad una accurata rimasterizzazione consentono all'ascoltatore di conoscere e scoprire la bellezza, il fascino e il mistero dei canti liturigici e paraliturgici che caratterizzavano le celebrazioni eucaristiche nella nostra penisola. Arcangeli, Leydi, Sassu e Morelli hanno cristallizzato perle di rara intensità come il Miserere di Veganella (No), o il Dies Irae di Carvegno (Canton Ticino), o ancora i Vespri di Cercivento (Udine), ma anche la Lamentatio Jeremiae Prophetae di Sessa Aurunca (Ce), contenuto nel secondo disco e tutto il terzo disco dedicato invece alla Sardegna nel quale sono raccolte registrazoni provenienti da Castelsardo (Ss), Santu Lussurgiu (Or), Bosa (Or), Cuglieri (Or) e Aggius (Ot). Canti Liturgici di Tradizione Orale è, dunque, un opera di grande valore e sebbene rappresenti solo una parte di un più complesso percorso di ricerca, è ancora oggi il primo ed insuperato esempio di analisi etnomusicologica del corpus di canti appartenenti alla tradizione devozionale nella nostra penisola. (da http://www.blogfoolk.com/2012/02/piero-g-arcangeli-roberto-leydi-renato.html)
Un paese vuol dire
MARINI Giovanna

Un paese vuol dire

E' qui la festa ? - Musica e danza in Valle del Savena 2011-2012
I SUONATORI D\'L\'ACQUA FREDDA / I SUONATORI DELLA VALLE DEL SAVENA

E' qui la festa ? - Musica e danza in Valle del Savena 2011-2012

I territori di Monghidoro, Loiano e Monzuno sono battuti dai venti che liberano i crinali dalle nubi e, secondo le leggende, inducono stati di disorientamento portando alla luce ciò che era sepolto e ricoprendo ciò che era svelato. In questo doppio CD la testimonianza dei suoni della festa dell’anno 2011-2012 in Valle del Savena, dalle esecuzioni de I Suonatori della Valle Del Savena e della sezione ad arco: I Suonatori d’l’Aqua fredda. Accanto, altri suoni della festa ovvero le voci di danzerini, canterini e suonatori durante le veglie invernali tracciano il filo che collega la pratica della danza al vissuto simbolico. Infine, la partecipazione dell’Ensemble di Musica Antica Cappella dei SS. Cosma e Damiano e di Fabiana Ciampi testimoniano quello che è rimasto nei secoli la caratteristica di questa cultura: l’ibridazione tra il popolare e il colto, tra il sacro e il profano che ne fa un unicum nel panorama delle culture europee. CD1: Vént CD2: Daj la molla!
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GATTO Roberto

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Il nuovo disco di Roberto Gatto per la Parco della Musica Records vede uno tra i più stimati musicisti della scena jazzistica mondiale, batterista e band leader di grande sensibilità, fare da padrino a due giovani promesse indiscutibili del jazz italiano, il pianista Giovanni Lanzoni e il contrabbassista Gabriele Evangelista. Insieme danno vita alla classica formazione del trio capitanata da Gatto per interpretare brani di Wayne Shorter, Antonio Carlos Jobim, Eugene John Lees, Dewey Redman, Thelonius S Monk, Samuele Bersani, Beppe D’Onghia, Lucio Dalla e brani originali di Lanzoni, Evangelista e Gatto. ROBERTO GATTO debutta nel 1975 con il Trio di Roma (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli). Ha suonato in tutta Europa e nel resto del mondo con i suoi gruppi ed insieme ad artisti internazionali. Le formazioni a suo nome sono caratterizzate da un interessante ricerca timbrica e un impeccabile tecnica esecutiva, da un grande calore tipico della cultura mediterranea. Questo fa sicuramente di Roberto Gatto uno dei più interessanti batteristi e compositori in Europa e nel Mondo. Numerose sono le collaborazioni con Bob Berg, Steve Lacy, Johnny Griffin, George Coleman, Dave Liebman, Phil Woods, James Moody, Barney Wilen, Ronnie Cuber, Sal Nistico, Michael Brecker, Tony Scott, Paul Jeffrey, Bill Smith, Joe Lovano, Curtis Fuller, Kay Winding, Albert Mangelsdorff, Cedar Walton, Tommy Flanagan, Kenny Kirkland, Mal Waldron, Ben Sidran, Enrico Pieranunzi, Franco D'Andrea, John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Bobby Hutcherson, Didier Lockwood, Richard Galliano, Christian Escoudè , Joe Zawinul, Bireli Lagrene, Pat Metheny. Come leader ha all'attivo nove album: Notes, Ask, Luna, Jungle Three, Improvvisi, Sing Sing Sing, Roberto Gatto Plays Rugantino. ALESSANDRO LANZONI, è una delle personalità più interessanti della nuova scena jazzistica italiana. “Best Young Soloist” a Parigi nel 2010, in occasione dell'ultima edizione del concorso internazionale Martial Solal, la più prestigiosa fra le competition jazzistiche internazionali dedicate al pianoforte, si è già affermato nei più importanti concorsi in Italia ( Primo Premio al Concorso “International Massimo Urbani Award 2006”, al Concorso Internazionale “Elba Jazz Contest 2008” come leader del “Teen Quartet”e al Concorso “Luca Flores 2008” di Esecuzione Pianistica Jazz di Firenze). Si è avvicinato al jazz attraverso l'ascolto di grandi pianisti, da Art Tatum a Bud Powell sino a Bill Evans e a Keith Jarrett, completando al contempo la sua formazione musicale in ambito classico, con studi di pianoforte e violoncello. Alessandro si è esibito nei “luoghi deputati” del jazz, affermandosi molto presto anche in veste di leader, e può vantare una significativa esposizione internazionale, in particolare negli Stati Uniti, dove ha ricevuto recensioni lusinghiere e insolite per un musicista straniero. Ad oggi ha tenuto concerti all'estero in Israele (Haifa e Festival Internazionale di Eilat), Panama Jazz Festival, Morgan Library Auditorium New York, Savoie Jazz Festival, e in Italia all’Auditorium Parco della Musica e alla Casa del Jazz (Roma), al Piccolo Teatro (Milano) e nei festival più importanti. GABRIELE EVANGELISTA, prima di dedicarsi esclusivamente al jazz, fra il 2002 e il 2007, Gabriele ha suonato in orchestre e gruppi cameristici di musica classica, anche in veste di contrabbasso solista. La sua formazione jazzistica è cominciata attraverso il corso di alto perfezionamento Roma Jazz’s Cool nel 2008 dove ha avuto come insegnanti Scott Colley e Salvatore Bonafede e fra il 2008 e il 2010, con i corsi di alto perfezionamento di Siena Jazz. Dal 2010 Gabriele è il contrabbassista di Enrico Rava nel quintetto "Enrico Rava tribe" e nel progetto "L'Opera Va", con i quali ha effettuato numerosi concerti in Italia e all'estero. Sempre dal 2010, suona nel nuovo trio di Roberto Gatto insieme ad Alessandro Lanzoni. Di recente costituzione è il quartetto che condivide con Alessandro Lanzoni, Francesco Diodati ed Enrico Morello. E' inoltre componente stabile del Riccardo Zegna trio, del P.O.V quartet di Alessandro Paternesi, del Mirco Rubegni quintet, del Gori-Lanzoni quartet, del nuovo gruppo di Ada Montellanico. Di rilievo è anche la collaborazione con il chitarrista statunitense Kurt Rosenwinkel. In ambito jazz, oggi Gabriele, nonostante la giovane età, vanta un numero di collaborazioni da musicista dalla lunga carriera.
Distribuito da Felmay
Capo Verde, Terra D’amore
AAVV

Capo Verde, Terra D’amore

"CAPO VERDE, TERRA D'AMORE", prodotto dalla Non-Profit Numar UN, è un progetto musicale, culturale e umanitario interamente ideato e realizzato dal produttore discografico Alberto Zeppieri, che raccoglie belle canzoni del repertorio della regina della world music CESARIA EVORA, del suo autore preferito TEOFILO CHANTRE, di TITO PARIS e di altri grandi artisti capoverdiani, "contaminati" con le riletture di eccellenti interpreti italiani ed internazionali. Il disco contiene dodici brani creoli capoverdiani adattati in lingua italiana e reinterpretati da Cesaria, da Teofilo Chantre e da artisti in linea con i valori e lo stile dell’opera discografica e sensibili agli aspetti umanitari, tra i quali: Gigi D’Alessio, Mario Lavezzi, Gianni Morandi, Antonella Ruggiero, Ornella Vanoni. «Nella primavera del 2006 – racconta Zeppieri - ero in vacanza a Capo Verde e ho ‘saccheggiato’ negozi e bancarelle per procurarmi musica del posto, difficilmente rintracciabile in Europa. C'era un brano del 2000, che non avevo mai sentito prima. Non so perché ma l'ho immaginato cantato da Ornella Vanoni in italiano. Così ne ho fatto un libero adattamento e poi ho cercato Ornella per proporglielo. Due giorni dopo averle spedito una e-mail, squilla il cellulare alle 8.30 di mattina: “Sono Ornella Vanoni, sono molto interessata alla canzone...”. Il brano era "Buona Vita" ("Roda Vida" nel testo originale in creolo) di Teofilo Chantre. Da lì è nato tutto!»
Distribuito da Felmay
Hermetico
FABI Claudio

Hermetico

Claudio Fabi ha alternato nel corso della sua carriera professionale attività di compositore-interprete con quella di produttore-arrangiatore, manager discografico e talent-scout ed è considerato come uno tra i più importanti ed innovativi produttori musicali italiani. La sua carriera artistica e la sua vita professionale hanno avuto un carattere eminentemente internazionale e ha diversificato la sua attività musicale per approcciare la Musica in senso globale, universale, puro, come lui la intende. Così negli Stati Uniti ha diretto, per esempio, per conto della RCA la realizzazione di alcune produzioni di molti noti artisti pop americani destinate al mercato italiano como Harry Nilsson, Josè Feliciano, Jefferson Airplane, Mamas and Papas, Monkees, e per la POLYGRAM in Francia , Johnny Halliday, George Moustaky, Irene Papas etc…. In vari periodi successivi realizza anche numerose ed importanti produzioni discografiche di musica classica per la RICORDI, collaborando con vari e noti musicisti tra cui Claudio Abbado, Marta Argerich, Bruno Canino e Maria Tipo. Con quest’ ultima riceve il premio Newsweek dalla omonima rivista americana per la migliore produzione discografica di quell’ anno. Nell’ ambito della musica pop italiana rilevante e significativo è stato il suo apporto dagli anni ’70 ai ’90: collabora sia come direttore artistico che come produttore-arrangiatore al successo di tanti artisti, tra cui Premiata Forneria Marconi, Bruno Lauzi, Adriano Pappalardo, Tony Renis, Paolo Conte, Gianna Nannini, Fabio Concato, Alberto Fortis ,Teresa De Sio, Ivan Graziani , Ricky Gianco, Gianfranco Manfredi, per citarne alcuni tra i più noti. Nel 1995 si trasferisce in Spagna, per produrre il disco “Pasion Gitana” del famoso ballerino Joaquìn Cortes e comincia in questo paese dove risiede da allora un’ intensa attività come concertista e compositore che lo porta tra il 1997 al 2009 a realizzare il Tour “ Entre El Genio y la Inspiración “ trentacinque concerti per tutta la penisola iberica nei quali Claudio Fabi, pianista , suona nei più importanti teatri spagnoli., a dirigere lo spettacolo ” Navidades de Pelicula”, una grande produzione musicale con più di duecento persone, tra cantanti, ballerini, orchestra sinfonica e due cori, dove furono messi in scena in Madrid, temi tratti da cinque tra i musical più famosi di Broadway e a comporre e mettere in scena , in 17 cattedrali tra le più importanti di Spagna, “ Anima Mundi”, una cantata-oratorio per mezzo soprano, baritono, chitarra flamenca, pianoforte, percussioni, coro e orchestra, collaborando come consulente esterno con una importante impresa spagnola dedicata alla organizzazione di eventi culturali . Inoltre, e contestualmente, crea una etichetta musicale Griavalon Music, in collaborazione con Warner Music Spain. Claudio Fabi presenta oggi la sua nuova opera: “Hermetico”. Hermetico è un lavoro per pianoforte, il cui stile l’autore definisce come “minimalismo romantico”. Hermetico, attraverso i pensieri e i testi di eminenti poeti e scrittori della letteratura contemporanea universale come Mario Benedetti, Pablo Neruda, Cesare Pavese, Walt Whitman, Vladimir Mayakovsky, Antoine De Saint Exupery, Jorge Luis Borges, William Wordsworth, Miguel Hernandez e Enrique Bunbury, percorre l´intimo e vitale cammino dell’essere umano e ci propone momenti musicali di riflessione, di evocazione, di nostalgia, di analisi, con uno stile intimista, lirico e suggestivo, di immediata comunicazione e di elegante scrittura. Gianna Nannini, Franco Mussida (PFM), Marco Fabi, Teresa De Sio, Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Fabio Concato, Alberto Fortis, Niccolò Fabi e Jorge Drexler, amici e compagni della vita professionale dell’autore, si sono prestati a partecipare a questo progetto recitando i testi che introducono i dieci temi per pianoforte che Claudio Fabi interpreta.
Distribuito da Felmay
Due Come Noi Che
PAOLI GIno, REA Danilo

Due Come Noi Che

Già compagni di avventura nel progetto “Un incontro in Jazz” di cui la Parco della Musica Records ha pubblicato l’album per la serie “Auditorium Recording Studio”, Gino Paoli e Danilo Rea ritornano insieme per un nuovo progetto discografico. “Due come noi che…” è un prezioso esempio di come due artisti assoluti possano interpretare in modo innovativo alcuni classici della storia della musica italiana. Solo piano e voce, solo Danilo e Gino, solo la loro capacità di inseguirsi, di smarcarsi e ritrovarsi su una strada che è quella delle canzoni più belle del nostro patrimonio. Le canzoni più amate di Gino, da “Averti addosso” a “Il cielo in una stanza”, da “Vivere ancora” a “Perduti” passando per “La gatta” e “Come si fa”, insieme a chicche dei cantautori genovesi, che per Gino sono gli amici di una vita: “Canzone dell’amore perduto” e “Bocca di rosa” (strumentale) di De André, “Il nostro concerto” di Umberto Bindi, “Vedrai Vedrai” di Tenco e “Se tu sapessi” di Bruno Lauzi. Nella track list anche “Non andare via” traduzione italiana della meravigliosa “Ne me quitte pas” che proprio Jacques Brel chiese di tradurre a Paoli. Gino Paoli, uno dei cantautori che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana. L'autore di "Senza fine", "Sapore di sale", “La gatta”, Originario di Monfalcone, è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che Gino Paoli - dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore - debutta come cantante da balera, per poi formare un band musicale con gli amici Luigi tenco e Bruno Lauzi. Quando la gloriosa casa discografica Ricordi, che aveva tenuto a battesimo Bellini e Donizetti, Verdi e Puccini, decise di estendere la propria attività alla musica leggera, scritturò questo cantante dalla strana voce miagolante oggi riconosciuto come uno dei più grandi rappresentanti della musica leggera italiana degli anni sessanta e settanta. Ha scritto ed interpretato brani quali Il cielo in una stanza, La gatta, Senza fine, Sapore di sale, Una lunga storia d'amore, Quattro amici; ha partecipato a numerose edizioni del Festival di Sanremo; ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo; ha composto musiche per colonne sonore di film. Danilo Rea riesce ad attirare l’attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla grande versatilità e all’apertura musicale. Dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e l’esperienza come musicista nel mondo del progressive rock, Danilo debutta nel mondo del jazz con il “Trio di Roma” nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. Inoltre la sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo che gli sono valsi l’accostamento al grande Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano, piuttosto che dal “Great American Songbook”. E quindi non sorprende che in Italia egli venga considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti come Claudio Baglioni, Domenico Modugno, Gianni Morandi, Pino Daniele e Mina.
Distribuito da Felmay
Il velo di Iside
ALFONSI Peo

Il velo di Iside

Vola, vola, vola
SPARAGNA Ambrogio, DE GREGORI Francesco

Vola, vola, vola

Il lavoro di Ambrogio Sparagna si colloca da sempre in maniera viva e attuale all’interno del grande patrimonio della nostra musica tradizionale, unendo al rigore della ricerca sul campo la freschezza e la musicalità dell’ OPI Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica. Guidato dagli innumerevoli organetti del suo fondatore e direttore, questo Ensemble di giovani musicisti - zampogna,ghironda, ciaramella, viola e violino a tromba, scacciapensieri e percussioni di ogni tipo - ripropone e rivisita in una continua festa sonora (e al di fuori di ogni manierismo accademico) suoni e ritmi che da sempre appartengono alla nostra sensibilità e alla cultura della nostra terra. In questo contesto di assoluta contemporaneità non deve stupire la partecipazione straordinaria di Francesco De Gregori, che si è avvicinato spesso nel suo percorso artistico alle suggestioni della musica popolare italiana: Francesco propone alcune delle sue canzoni più belle e meno conosciute e duetta a tratti con Ambrogio. Per ribadire il suo carattere di progetto “aperto“, VOLA VOLA VOLA vede anche in molte occasioni la presenza dell’incredibile voce di Maria Nazionale, degli Amarcanto e del Coro Popolare diretto da Annarita Colaianni.
La donna di cristallo
ZAVALLONI Cristina, Radar Band

La donna di cristallo

L’album “La donna di cristallo” nasce dall’incontro tra la cantante Cristina Zavalloni e la Radar Band formata da Cristiano Arcelli (sax alto e arrangiamenti), Fulvio Sigurtà (tromba), Massimo Morganti (trombone), Giacomo Riggi (vibrafono), Michele Francesconi (pianoforte), Daniele Mencarelli (basso elettrico), Alessandro Paternesi (batteria) e Enrico Pulcinelli (percussioni). L’album propone composizioni originali di Cristina Zavalloni arrangiate da Cristiano Arcelli. La Zavalloni presenta il lavoro con lo slancio che ogni nuova scoperta musicale porta con sé: “L'entusiasmo, la preparazione, la disponibilità, la curiosità di questi giovani musicisti mi hanno letteralmente conquistata. Sta finalmente nascendo anche in Italia una nuova generazione di jazzisti perfettamente a proprio agio anche col segno scritto, appassionati conoscitori del repertorio contemporaneo e di tutte le tendenze più moderne dell'avanguardia americana e nord europea. Devo ringraziare l'etichetta Egea per avermi coinvolta in questa fruttuosa collaborazione con Cristiano Arcelli e avermi fatto conoscere i membri della Radar Band”.
Veredas
MEHMARI Andrè

Veredas

Aska kalèddhamu
ORCHESTRA SPARAGNINA

Aska kalèddhamu

Esordio discografico per l’Orchestra Sparagnina, diretta dal maestro Ambrogio Sparagna, dal titolo Aska kalèddhamu (Alzati bella mia). Una produzione che vede insieme giovani interpreti e uno degli artisti più importanti della nuova musica popolare, impegnati in un progetto originale legato al recupero del repertorio di canzoni in griko salentino. L’Orchestra Sparagnina nasce all’interno delle esperienze didattiche dell’Istituto Comprensivo di Corigliano d’Otranto, diretto da Luigi Martano, dedicate al recupero del griko, un antico dialetto greco ancora in parte utilizzato in alcuni comuni del Salento fra cui Corigliano d’Otranto. Si compone di una trentina di giovanissimi cantori e musicisti che, attraverso lo studio avviato con gli insegnati della scuola e con la collaborazione di Ambrogio Sparagna (Progetto europeo PON “Il fabbricante di armonia”), propone un originale repertorio di canti tradizionali in greco salentino. E’ un repertorio i cui testi sono stati tramandati oralmente attraverso numerose varianti locali. Questi canti colpiscono per la forza con cui viene cantato l’amore in tutte le sue sfumature. Altro aspetto importante è l’ironia di cui la cultura grika è permeata, veicolo di una saggezza popolare che ancora oggi trova riscontro nell’attualità.
Distribuito da Felmay
Going Places
O\'CONNOR Mairtin BAND

Going Places

Máirtín è stato uno dei principali artefici del leggendario fenomeno Riverdance. Grazie anche alle precedenti esperienze con De Dannan, Midnight Well e Skylark come artista solista è riuscito ad esplorare spazi musicali mai incrociati precedentemente da un fisarmonicista irlandese. E’è uno dei musicisti più amati e rispettati del Paese. Cathal Hayden ha conseguito un riconoscimento internazionale come uno dei membri fondatori di Four Men and a Dog. E 'uno dei migliori violinisti d'Irlanda e le sue performance da solista al banjo sono semplicemente trascinanti. Divenuto negli corso degli ultimi anni maggiormente noto ad un pubblico internazionale, Seamie O'Dowd si è cimentato sia nella musica acustica che elettrica. Per un lungo periodo ha girato il mondo con i Dervish e recentemente ha suonato sia in patria che all'estero con Liam O'Flynn, Matt Molloy e Maria McPartlan.
Senex Puer
LA LUGH

Senex Puer

I La Lugh provengono dalla contea di Louth, la più piccola contea in Irlanda. Il loro approccio musicale alla musica tradizionale è stato davvero progressista. Attraverso visioni e fantasie spazianti dal soulful alla world music sono riusciti a creare uno stile proprio molto originale e inconfondibile. Questo cd riunisce i brani dei primi due album, "La Lugh" e "Brighid Kiss" ed è veramente un “must” per gli appassionati di violino e flauto.
Happy To Meet, Sorry To Part
HORSLIPS

Happy To Meet, Sorry To Part

Remastered + 30 min. bonus tracks Un viaggio straordinario attraverso i suoni del folk-rock irlandese. La traccia di apertura del primo album del gruppo, fra cornamuse, fisarmonica e percussioni, potrebbe essere confuso con un brano dei Chieftains, ma questo solo fino a quando l'energia elettrica del gruppo non esplode in "Hall of Mirrors". Il resto è rock melodico con richiami al folk che ricordano un po’ i primi Genesis. John Fean suona la chitarra elettrica con lo stesso spirito con cui suonerebbe delle melodie popolari (The Clergy's Lamentation) mentre il gruppo asseconda il brano gaelico "An Ban Bratach" con una specie di danza strumentale. "Bon Istgh Ol Ag" è probabilmente il miglior brano dell'album mentre "Hall of Mirrors" e "Furniture" sono tracce memorabili che rimandano allo Steve Howe dei primi album con gli Yes. E proprio quando si pensa di aver loro attribuito indelebilmente l’etichetta di gruppo folk-rock progressive, gli Horslips ci stupiscono ancora con brani squisitamente languidi, quasi impressionisti come "The Shamrock Shore" e "Dance for Yer Daddy," che rimanda ai Chieftains soprattutto nella parte vocale, prima che la chitarra elettrica di Fean entri prepotentemente in scena. L’assolo di Fean sul tema "The Musical Priest" vale da solo il prezzo dell'album.
Utu
VARTTINA

Utu

L’acclamato collettivo di neo- folk finlandese Värttinä è tornato con un nuovo album “Utu”. E 'il loro undicesimo lavoro in studio e il primo ad essere prodotto dopo separazione con Lassi Logren e Antto Varilo avvenuta nel 2009. Il tanto atteso nuovo album è finalmente stato pubblicato il 1 ° febbraio 2012. Värttinä, ambasciatori della musica filandese nel mondo fin dal 1980, hanno recentemente firmato un nuovo contratto con l’etichetta Rockadillo. Inventori di un esclusivo stile vocale- strumentale che unisce elementi tradizionali vocali ugro-finnici a composizioni originali, i Värttinä hanno sempre avuto una carica fuori dal comune. Il loro sound unisce poesia antica finlandese, armonie vocali e strumentazione tradizionale acustica moderna, ritmi complessi e accordi fantasiosi. Con tre voci femminili e una formazione di musicisti acustici, i Värttinä continuano a forgiare il loro percorso artistico pieno di successi. Moltissime le collaborazioni (dal compositore indiano premio Oscar AR Rahman ) alla partitura dell'adattamento teatrale de Il Signore degli Anelli di Tolkien solo per citarne alcune.
A curva da cintura
ATUNES Arnaldo / SCANDURRA Edgard / DIABATE\' Toumani

A curva da cintura

Toumani Diabaté has spent his life demonstrating the versatility of the kora, working with everyone from the flamenco group Ketama to Björk, Taj Mahal and Afrocubism. Now comes another fusion experiment in which he is joined by the poet/singer-songwriter Arnaldo Antunes, and rock guitarist Edgard Scandurra. The result is an intriguing if uneven set in which Antunes' sturdy, quietly intense vocals and straightforward melodies are set against far more complex backing provided by intertwining kora and guitar. There are pleasantly laid-back songs dressed up with delicate accompaniment, along with a charming re-working of Diabate's Kaira, and the bluesy Ir, Mao, with added African vocals and instrumentation. The best tracks are the most experimental, from Se Voce, which swings between cool balladry and stomping rock work-outs, and passages where Toumani's virtuoso son Sidiki shows how the kora sounds with a wah-wah pedal.