RE NILIU
In a Cosmic Ear
MALICANTI
Tarantelle e Canti Tradizionali delle Puglie Vol.2
KASSA TESSEMA
Mastawesha - Ethiopiques 29
TRE MARTELLI & GIANNI COSCIA
Ansema
SOLLIMA Giovanni
Aquilarco - Live in New York
DOCTOR 3 (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Sferra)
Doctor 3
PIERANUNZI Enrico, INTRA Enrico
Bluestop - Live
Nel marzo del 2013 i due grandi Enrichi del pianoforte jazz europeo: Intra e Pieranunzi, si sono incontrati a Bollate, nel quadro della rassegna “Conoscere il Jazz” (curata dal Bollate Jazz Meeting) per realizzare un eccezionale duo pianistico in cui elaborare nella più totale libertà pagine di Intra legate al suo metodo “Improvvisazione altra?” e di autori classici come Poulenc e Hindemith. Una pseudo prova di nemmeno un'ora precedette quel concerto e fu più che altro utilizzata per verificare le poche parti scritte e comunicarsi l'indirizzo da tenere nel percorso musicale, risultato alla fine di straordinaria intensità e ricchezza al punto che AlfaMusic ha deciso di pubblicarlo sull'album che viene presentato nel concerto della Casa del Jazz (“Bluestop” – Enrico Intra Enrico Pieranunzi AlfaMusic/2014). La performance romana di Intra e Pieranunzi, pur nella logica diversità con quella del disco, vivrà di quello stesso interplay che, a Bollate, portò i due pianisti ad ascoltarsi con estrema cura, evitando ripetizioni e antagonismi, per creare musica “insieme”. In sostanza, questo è un duo molto diverso da quelli abituali, che si esprimono attraverso gli standard della tradizione jazzistica nella formula dell'assolo accompagnato dell'uno o dell'altro pianista; la sua direzione è rivolta alla composizione istantanea in grado di portare la musica verso una reale dimensione collettiva per formare un intreccio inestricabile con cui comporre in unità le idee musicali di due delle più autorevoli e caratterizzate personalità del jazz italiano. Maurizio Franco
CALEIDÒRKESTRA
La nostra Romagna
HASA Redi / MAZZOTTA Maria
Ura
STÀLTERI Arturo
IN SETE ALTEREArturo Stàlteri suona Battiato
IN SETE ALTERE è l’ omaggio di Arturo Stàlteri alla musica di Franco Battiato: un itinerario che parte dai primi esperimenti sonori dell’artista siciliano, fino alle più recenti produzioni. Lo stesso Battiato ha seguito e completamente approvato il lavoro. Il novanta per cento dei suoni che si ascoltano nel disco è generato dai pianoforti Fazioli F228 e Yamaha C7, a volte opportunamente “trattati”. Accanto a rielaborazioni di brani come “Propiedad Prohibida” (CLIC), “L’Oceano di Silenzio” (FISIOGNOMICA), “Caliti Junku” (APRITI SESAMO) e altri, troviamo due composizioni firmate dal binomio Battiato-Stàlteri: “Meccanica Due” e “The Instrumental Centro di Gravità Permanente”, apparse in precedenza rispettivamente su FETUS e LA VOCE DEL PADRONE. Battiato ha ritenuto infatti che nella sua lettura il pianista romano abbia quasi “ricomposto” alcuni momenti dei pezzi d’origine. II disco contiene inoltre una toccante interpretazione de “L’Egitto Prima delle Sabbie”: si tratta di una nuova versione (in prima registrazione) del brano che fu Premio Stockhausen nel 1978. Con IN SETE ALTERE Stàlteri firma un pregevole lavoro, collocando la musica del compositore di Milo in un ambito che travalica ogni confine, e illuminandola di una luce del tutto nuova. Pochi potranno rimanere indifferenti alle sonorità etnico-minimali de “Il vuoto”, o all’incedere metafisico de “La porta dello spavento Supremo”, per citare soltanto due momenti del disco. Stàlteri collabora con Franco Battiato dal 2004, anno in cui l’artista siciliano lo ha voluto nel suo primo programma televisivo, “Bitte, keine Réclame”. Lo stesso Battiato gli ha offerto poi un ruolo nel film MUSIKANTEN, presentato alla 62.ma Mostra del Cinema di Venezia, e lo ha recentemente coinvolto nel suo documentario ATTRAVERSANDO IL BARDO. Arturo Stàlteri, romano, si è diplomato in pianoforte al Conservatorio Alfredo Casella de L'Aquila. Ha studiato a Roma con Vera Gobbi Belcredi, a Parigi con Aldo Ciccolini e ha frequentato, come allievo effettivo, i corsi di perfezionamento di Vincenzo Vitale e Konstantin Bogino. Stàlteri ha cominciato a farsi conoscere con i Pierrot Lunaire, uno dei nomi storici del rock progressive degli anni settanta, un gruppo che seppe mediare tra rock e classicismo e con il quale ha registrato due album. Tra le altre collaborazioni artistiche : Rino Gaetano, David Sylvian, Carlo Verdone e Sonja Kristina. Svolge una vivace attività concertistica rivolgendo la sua attenzione anche ad autori dell'area extra-colta. Nelle sue performances per solo piano si ascoltano, oltre alle sue composizioni, brani di Debussy, Schubert, Bach, Beethoven, Chopin, Liszt... e Sakamoto, Genesis, Sigur Ros, Glass, Mertens... Dal 1988 collabora con la Rai, per la quale ha condotto numerosi programmi musicali. Attualmente è la voce di “Primo Movimento” e “Il Concerto del Mattino”, per Radio 3. E’ spesso in giuria in concorsi nazionali ed internazionali. Molti dei suoi lavori discografici sono stati ripubblicati in Giappone e in Corea. Questo è il quarto album su etichetta Felmay, dopo "Child of the Moon", Half Angels" e "Flowers 2".
TAMMURIATA DI SCAFATI
Bum !
ROCCA - BENIGNI DUO
Upset.
VARIOUS
Compassion - Himalayan Buddhist Mantras
ROMANO Edmondo
Missive Archetipe
Guo Gan
Himalaya
UNAVANTALUNA
Isula Ranni
MELECH MECHAYA
Strange People
MELECH MECHAYA significa, in ebraico, "I Re della Festa” e questa band portoghese può meritare perfettamente un titolo così illustre. I MELECH MECHAYA trasformano i loro concerti in una festa non-stop in cui il pubblico ride, balla, partecipa e viene coinvolto in una performance irresistibile. MELECH MECHAYA sono nati nel 2006 a Lisbona, con la stessa line-up attuale: Miguel Veríssimo al clarinetto, João Graça al violino, André Santos alla chitarra, João Novais al contrabbasso e Francisco Caiado alle percussioni. Fin dagli esordi, la musica klezmer, la forte tradizione musicale degli ebrei dell'Europa centrale e orientale, è stata la base per la creazione di un repertorio che affianca brani tradizionali e composizioni proprie, sempre con un approccio personale che riesce a coniugare in modo sorprendente ed emozionante la bellezza delle composizioni con un atteggiamento fresco e spensierato che viene dalle esuberanti performance dal vivo. Fino ad oggi i MELECH MECHAYA hanno suonato non-stop in patria, Portogallo, si sono esibiti in innumerevoli concerti in Spagna, e si sono esibiti in paesi così diversi Croazia, Capo Verde, Brasile, Svezia, Finlandia, Belgio, Germania e Austria, suonando sia in grandi festival all'aperto e nei teatri che in stazioni della metropolitana, edifici storici, club coinvolgendo sempre l pubblico e la stampa con la loro musica. Questo nuovo album mostra appieno la maturità della band, le capacità compositive e gli arrangiamenti della musica ispirata alla tradizione klezmer, arricchendo il repertorio tradizionale con gruppo di composizioni nuove e fresche. In realtà, Strange People contiene in massima parte composizioni originali: 11 su 15 brani sono opera del gruppo. L'audacia e l'originalità degli arrangiamenti, il dialogo e l'interazione degli strumenti, senza perdere in freschezza e vitalità, testimoniano l'alto livello di creatività e sicurezza che la band ha raggiunto. Il nuovo album contiene collaborazioni con il compositore e cantante Amélia Muge, il cantante Jazzafari e il paroliere dei Deolinda Pedro da Silva Martins. Del primo CD hanno detto «Non c'è dubbio, la forza di una band che dovrebbe essere ingaggiata ovunque nel mondo, adesso.» John Pheby, fRoots Magazine (UK ) «Se sono molto divertenti sulle registrazioni dal vivo raggiungono altezze superlative di divertimento». Carlos Monje , Diariofolk.com «Il concerto dei Melech Mechaya è stato uno dei momenti salienti della notte. Il pubblico ha ballato con il suono della band e un'atmosfera di festa si è diffusa per tutta Rock Street». Bruce Leitman , direttore artistico di Rock Street in Rock In Rio.
PIERDICCA Andrea & YO YO MUNDI
La solitudine dell'ape
PIERANUNZI Enrico
The Day after the Silence - 1976 piano solo
DEM Ensemble
Erguvan - Turkish Musical Traditions
È il nucleo, la sostanza più densa; che è stata filtrata, purificata ... E' la prefazione di una conversazione ... Si tratta di uno stato di estasi ... E ' il momento di perdersi in un sogno ... Si tratta di un istante che trasporta tutte le stagioni alle spalle ... La musica del DEM trova le sue radici nella musica tradizionale dell’Anatolia, e da li parte verso porti sconosciuti sui venti dell’improvvisazione ... Questa musica è uno dei primi tentativi di far coesistere i suoni di baglama e tanbur, strumenti tipici e storici della tradizione folk, baglama, e della musica urbana in Anatolia, tanbur. Inoltre il DEM ha fatto proprio il desiderio di proporre una idea matura per una polifonia specifica basata sulle strutture del makam d’Anatolia che può essere esposta proprio attraverso un ensemble di strumenti tradizionali. I membri del gruppo sono al momento concentrati ad aggiungere i suoni di diversi strumenti tradizionali e della voce al sound specifico dell’ensemble, questo li ha portati alla realizzazione del progetto speciale per Istanbul intitolato Erguvan. Erguvan (fiore dell’Albero di Giuda) è il fiore simbolo di Istanbul, capitale culturale d'Europa nel 2010. Appare per un brevissimo istante ad ogni primavera, difficile da trovare come ogni cosa delicata e gentile. Questo progetto, dedicato alla cultura musicale storica di Istanbul, riflette un interessante mix di culture musicali: da quella Bizantini a quella Ottomana e Turcha. Il repertorio comprende melodie che attraversano tutto la geografia dell'Anatolia e del Mar Egeo e la rappresentazione di tutte queste culture regionali trova la sua rappresentazione definitiva nella struttura cosmopolita di Istanbul. Murat Salim Tokac, Emre Erdal e Cenk Güray, membri fondatori del DEM Trio, hanno speso parte della loro vita pensando, sognando e eseguendo la loro musica. Mentre i loro viaggi musicali proseguivano con progetti diversi, l’incontro in momenti particolari e non casuali nel progetto DEM ha permesso loro di pensare, ricordare, sentire e sviluppare le loro voci interiori e le loro sonorità specifiche. Il sogno di DEM ENSEMBLE (la versione estesa del DEM Trio), prosegue con questo secondo CD, in una strada abbellita da Erguvan, fiore simbolo di Istanbul. Un fiore che appare solo per un brevissimo istante ad ogni primavera.
BONFANTI Paolo & COPPO Martino
Friend of a Friend
D\'ANDREA Franco
Monk and the Time Machine
INCUDINE Francesca
Iettavuci
CITARELLA Nando & TAMBURI DEL VESUVIO
Carosonando
SCARAMANOUCHE
Voyager 2011